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Come intervenire sulle scorrette abitudini alimentari

0 Come intervenire sulle scorrette abitudini alimentari

Una corretta alimentazione rappresenta un obiettivo di prevenzione primaria ampiamente descritto anche nel Piano Sanitario Nazionale: “Una caratteristica della prevenzione delle malattie connesse all’alimentazione è la necessità di coinvolgere gran parte della popolazione e non soltanto i gruppi ad alto rischio. La strategia di prevenzione deve essere rivolta all’intera popolazione, presso la quale occorre diffondere raccomandazioni per una sana alimentazione in termini di nutrienti, di scelta di profili alimentari salutari, ma anche coerenti con le consuetudini, che tengano conto dei fattori culturali e socio economici”.

Si parla infatti troppo poco di prevenzione, anche perché i semplici tentativi di carattere informativo, basati su consigli o sulla descrizione degli effetti gravi dei disturbi, non risultano essere una prevenzione efficace; già da alcuni anni dunque noti studiosi hanno elaborato nei diversi paesi occidentali programmi di prevenzione che hanno come obiettivo la realizzazione di una buona armonia fra corpo, autostima e alimentazione. Si è infatti visto che una buona conoscenza dei principi alimentari e del proprio corpo fin dall’infanzia, unita all’incremento dell’autoefficacia e all’assunzione di comportamenti funzionali e salutari (acquisizione di abilità e competenze nutrizionali, attività fisica moderata etc.), sono in grado di ridurre sensibilmente la diffusione dei disturbi del comportamento alimentare.

La nostra cultura occidentale sembra infatti andare controcorrente rispetto alla promozione della salute, proponendo modelli estremi, idealizzando la magrezza eccessiva nelle ragazze e la muscolosità innaturale nel sesso maschile. Se penalizza quindi fortemente da un lato la condizione di sovrappeso e obesità, dall’altro promuove di fatto uno stile di vita sedentario e delle abitudini alimentari insalubri e francamente obesogene. Ed è soprattutto la popolazione giovanile a mostrare di fatti un comportamento alimentare spesso inappropriato e assai caotico; ciò è in parte promosso da informazioni scarse e imprecise in merito all’alimentazione, ed in parte legato ad una scarsa interpretazione dei propri stimoli corporei, come fame, appetito e sazietà.

Da studi epidemiologici condotti a livello nazionale ed internazionale sono emersi numerosi fattori che facilitano comportamenti alimentari scorretti e promuovono un cattivo stato di salute, favorendo ad esempio carenze di micronutrienti essenziali per la crescita (come fibra, vitamine, calcio, ferro, iodio).

I più importanti ed i più diffusi sono:

  • prima colazione assente o carente;
  • spuntino mattutino assente o eccessivamente pesante;
  • pranzo scarso e frettoloso;
  • cena abbondante;
  • spuntino dopocena;
  • scarso consumo di frutta e verdura;
  • abuso di bibite e prodotti confezionati;
  • tendenza ad alimentarsi davanti alla TV e per NOIA.

Lo scopo di un intervento preventivo ed informativo permette dunque di iniziare precocemente una riflessione sull’alimentazione e sulla corporeità in una fascia di età ad alto rischio, e si prefigge di lavorare essenzialmente sugli aspetti personali (abitudini, stimoli corporei), aspetti fisiologici legati alla nutrizione (fame, sazietà), e aspetti collettivi, come i fattori socioculturali che di fatto rappresentano un fertile humus per lo sviluppo di pensieri distorti sul corpo e per l’adozione di comportamenti alimentari disfunzionali.

Nell’ambito di un progetto di prevenzione alimentare gli obiettivi primari riguardano sicuramente la costruzione di una buona capacità a riconoscere gli stimoli interni, la promozione di un’alimentazione salutare e la formazione di una solida autostima, tale da mantenere un atteggiamento critico nei confronti dei messaggi culturali su cibo, corpo e bellezza; attraverso i seguenti meccanismi:

  • acquisire una maggiore consapevolezza del rapporto tra emozioni e cibo;
  • offrire spunti di riflessione su alcuni fattori di rischio e di mantenimento dei disturbi alimentari (fattori culturali, pregiudizi su obesità e magrezza);
  • stimolare una buona accettazione di sé, del proprio corpo e della propria immagine;
  • fornire informazioni sul contenuto e sulle funzioni degli alimenti ed elementi di educazione alimentare.

Un valido suggerimento può essere rappresentato dal seguente “Decalogo della buona alimentazione”, in cui vengono appunto delineate le indicazioni per una buona pratica alimentare, rivolta a bambini e adolescenti.

 

Decalogo della buona alimentazione per bambini e adolescenti

    1. Mangiare con piacere Bisogna cercare di mangiare ogni giorno molti cibi differenti per diversificare la dieta e per il piacere del palato. È più divertente condividere i pasti con la famiglia e con gli amici.
    2. L’importanza della colazione Il corpo ha bisogno di energia dopo un lungo sonno quindi la colazione è un pasto fondamentale. Gli alimenti ricchi di carboidrati, come il pane, i cereali e la frutta sono un’ottima scelta. Saltare un pasto, in particolare la colazione, può causare fame incontrollata, che spesso porta a mangiare troppo ed in modo sconsiderato ai pasti successivi. Senza aver fatto colazione, può anche mancare la concentrazione necessaria per affrontare gli impegni scolastici!
    3. Variare gli alimenti Mangiare ogni giorno molti cibi diversi è la ricetta per la salute. Occorrono 40 vitamine e minerali diversi per stare bene e non esiste un singolo alimento in grado di fornirli tutti insieme. Non ci sono alimenti “buoni” o “cattivi” quindi non c’è bisogno di privarsi dei cibi più graditi. Diversificando il più possibile la dieta e bilanciando le varie scelte nel tempo, si raggiunge il giusto equilibrio!
    4. Basare l’alimentazione su cibi ricchi di carboidrati Questi alimenti forniscono l’energia, le vitamine ed i minerali necessari. Tra i cibi ricchi di carboidrati vi sono pasta, pane, cereali per la colazione, frutta e verdura. Si deve cercare di inserire in ogni pasto alcuni di questi alimenti che devono apportare più della metà delle calorie della dieta.
    5. Frutta e verdura ad ogni pasto Si possono gustare frutta e verdura durante i pasti oppure come spuntino. Questi alimenti forniscono vitamine, minerali e fibra. L’obiettivo è di mangiare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.
    6. Grassi con moderazione Per stare bene è necessaria una certa quantità di grassi nella dieta, ma un eccesso di questi alimenti, specialmente i grassi saturi, può nuocere alla salute. I grassi saturi si trovano nei prodotti caseari a base di latte intero, nei dolci (torte, pasticcini, etc.), nelle carni grasse e nelle salsicce. Occorre bilanciare la scelta degli alimenti: se si fa un pranzo ricco di grassi, si devono scegliere alimenti che ne contengono pochi per la cena.
    7. Spuntini intelligenti Gli spuntini aiutano a fornire l’energia e i nutrienti necessari. Si può scegliere tra frutta, panini, biscotti, torte, snack salati, frutta secca. È meglio diversificare le scelte per mantenere una dieta bilanciata e non esagerare con la quantità per non rischiare poi di saltare il pasto successivo.
    8. Spegnere la sete Bisogna bere molto perché il corpo è costituito, per metà, da acqua. Sono necessari almeno sette bicchieri di liquidi al giorno, di più se fa molto caldo o se si pratica sport. L’acqua e il latte vanno benissimo, ma variare è piacevole e salutare.
    9. L’igiene dentale Occorre prendersi cura dei denti lavandoli almeno due volte al giorno. Gli alimenti ricchi di amidi o zuccheri, se consumati troppo spesso nell’arco della giornata, possono contribuire all’insorgenza della carie quindi è meglio evitare di mangiucchiare e sorseggiare per tutto il giorno.
    10. Movimento è salute La forma fisica è importante per la salute del cuore e per la solidità delle ossa quindi bisogna muoversi. Si deve cercare di fare un po’ di moto ogni giorno, scegliendo un’attività piacevole per essere sicuri di continuarla. Eccesso di calorie e carenza di movimento possono determinare un aumento di peso. Un’attività fisica moderata aiuta a bruciare le calorie in eccesso…non c’è bisogno di essere un atleta per fare un po’ di moto!

Altri studi epidemiologici si sono invece concentrati sull’ analisi delle abitudini alimentari dei genitori dei soggetti con un disturbo alimentare, ritenendo che tali abitudini possano favorire l’insorgenza dei disturbi nei figli, soprattutto se emotivamente deboli.

Un recente studio ha, ad esempio, esaminato le caratteristiche del “momento del pasto” svolto nelle famiglie con ragazzi adolescenti, rilevando che un maggior numero di pasti quotidiani in famiglia, un’atmosfera positiva durante i pasti ed un elevato senso di priorità associato ai pasti costituirebbero elementi protettivi verso l’insorgenza di DA nelle femmine e di sintomi depressivi nei maschi.

Una recente metanalisi sull’argomento ha confermato l’importanza dell’influenza della famiglia rispetto alle abitudini alimentari, all’insoddisfazione corporea e all’insorgenza di sintomi del DA, ma ha posto le relazioni familiari sullo stesso piano del ruolo dei pari età, dei mezzi di comunicazione di massa e dell’influenza di fattori trans- culturali.

Proprio per questo motivo un approccio psicoeducativo si prefigge di realizzare un’efficace azione di prevenzione nei soggetti a rischio in età adolescenziale, in quanto, riconoscendo un ruolo fondamentale al lavoro di equipe multidisciplinare, coinvolge figure professionali che possono fornire importanti contributi e consigli: nutrizionisti ed esperti in educazione alla salute possono trasmettere informazioni necessarie sugli alimenti e sulle esigenze dell’organismo così da poter sviluppare un vero e proprio programma di educazione alimentare personalizzato, basato sull’assunzione delle calorie necessarie al proprio fabbisogno energetico e di cibi sani. Si tratta di informazioni che possono risultare utili per chi soffre già di un DCA e la cui acquisizione può favorire e facilitare il percorso di cura, ma diventano ancora più importanti in un contesto di prevenzione dell’insorgenza dei disturbi alimentari.

 

 

 

 

Dott.ssa Kathleen Ortenzi

Biologo nutrizionista