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La Bioimpedenziometria

0 La Bioimpedenziometria

Cos’è?

La bioimpedenziometria (o BIA) è una metodica di facile utilizzo che permette di conoscere la composizione corporea di un individuo; con una misurazione rapida e non invasiva si può valutare lo stato nutrizionale dei tessuti corporei e stabilire il rapporto fra massa grassa e massa magra, l’idratazione e il metabolismo basale, parametri fondamentali per impostare una corretta alimentazione o un allenamento specifico.

Come funziona?

Il principio su cui si basa la bioimpedenziometria è la diversa capacità che hanno i tessuti di un organismo di condurre la corrente elettrica. Una corrente elettrica sinusoidale, applicata ad un organismo vivente, evidenzia due strutture biologiche con differente comportamento fisico: i liquidi (sia intra che extracellulari) si comportano come conduttori resistivi, mentre le membrane cellulari si comportano come conduttori reattivi. I tessuti magri contengono molta acqua e elettroliti, quindi sono buoni conduttori e oppongono una limitata resistenza alla corrente elettrica alternata; invece la membrana cellulare, formata da un doppio strato fosfolipidico non conduttivo, posto tra due strati conduttivi, rende le cellule elementi reattivi che si comportano come condensatori. I dati rilevati dallo strumento sono: resistenza (che dipende dall’acqua presente nell’organismo, quindi dalla presenza di tessuti conduttori e tessuti non conduttori) e reattanza (o capacitanza, data dalle cellule che hanno la capacità di fare da condensatori).

Come si fa il test?

Per eseguire il test il soggetto deve essere preferibilmente a digiuno da 2-3 ore, viene fatto sdraiare per qualche minuto (questo permette una buona distribuzione dei liquidi corporei), con braccia e gambe leggermente divaricate, quindi si posizionano 4 elettrodi, due sulla mano e due sul piede, e si accende lo strumento. La macchina misurerà due valori: la resistenza e la reattanza del corpo del soggetto.

Che informazioni ci dà?

I valori di resistenza e reattanza vengono inseriti in un software che permette di estrapolare una serie di dati:
PA: angolo di fase, è il rapporto tra resistenza e reattanza; normalmente questo valore è compreso tra 6 e 7 gradi; valori inferiori indicano una scarsa struttura muscolare o un accumulo di fluidi extracellulari, valori più elevati indicano o disidratazione o una massa muscolare superiore alla norma, come succede per gli atleti.

  • FM: massa grassa (comprende grasso sottocutaneo e grasso viscerale)
  • FFM: massa magra (o meglio, massa “libera da grasso”) comprende tutto ciò che non è il grasso, quindi muscoli, organi, liquidi.
  • BCM: massa cellulare, è la componente metabolicamente attiva dell’organismo (principalmente i muscoli), è importante che questo valore non scenda sotto un valore minimo, che potrebbe indicare una diminuzione della massa muscolare magra e del metabolismo, cosa che può succedere in casi di allenamento eccessivo o di malnutrizione.
  • TBW: total body water, ovvero l’acqua totale presente nell’organismo.
  • ECW: acqua extracellulare, comprende i fluidi corporei (plasma, linfa) e i liquidi interstiziali
  • ICW: acqua intracellulare
  • MB (METABOLISMO BASALE): è la spesa energetica del nostro organismo per le funzioni vitali, in assenza di attività fisica; con la BIA è possibile stimare il metabolismo basale perché questo è direttamente collegato alla massa cellulare del soggetto, all’acqua intra ed extracellulare, e al rapporto tra massa intra ed extracellulare.

A cosa serve?

La BIA ci permette di effettuare un’analisi della composizione corporea di un individuo, per valutare il suo stato nutrizionale, conoscere la quantità di massa grassa presente nell’organismo, la massa magra e quella metabolicamente attiva, calcolare il metabolismo basale e valutare la ritenzione idrica.

La sola misurazione del peso dà indicazioni molto generiche sullo stato nutrizionale di una persona, infatti persone con lo stesso BMI (un parametro che si calcola facendo il rapporto tra peso in kg e il quadrato dell’altezza in metri) possono avere composizione corporea molto diversa: ad esempio un culturista avrà BMI alto, ma per la presenza di elevate quantità di massa muscolare, un soggetto sovrappeso o obeso avrà invece BMI alto per la presenza eccessiva di tessuto adiposo; l’analisi dello stato di idratazione ci permette anche di capire se un eccesso di peso è dato da ritenzione idrica, oppure se ci sono situazioni di edemi sottocutanei.

Se si segue una dieta dimagrante è importante monitorare le variazioni della composizione corporea per valutare l’andamento della dieta, la reale perdita di grasso corporeo e di liquidi di ritenzione e se ci sono alterazioni della massa magra; quello che cerchiamo e che ci aspettiamo in un piano di dimagrimento ovviamente è la riduzione della massa grassa (e quindi il dimagrimento), la massa magra deve invece essere preservata, per non intaccare il metabolismo basale, la BIA ci permette di monitorare e valutare le modifiche che avvengono nel nostro corpo con la perdita di peso.

L’analisi BIA è molto utilizzata anche in ambito sportivo, permette infatti di valutare se il soggetto risponde agli allenamenti (aumento della massa muscolare), segue una corretta alimentazione (variazioni delle percentuali di massa grassa e massa magra), manifesta un calo di performance in seguito ad una disidratazione (variazioni dell’acqua extra cellulare), ha un grado di stress causato da super allenamento o eventi dolorosi che hanno superato la soglia di normalità (catabolismo).

 

Dott.ssa Alina De Donatis

Biologa Nutrizionista

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