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La vitamina C

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La vitamina C (Acido Ascorbico) è una vitamina idrosolubile, quindi non accumulabile dall’organismo per cui da assumere quotidianamente con l’alimentazione. La Vit C è contenuta soprattutto negli alimenti freschi, come frutta e verdura. Dei vari alimenti, quelli più ricchi di vitamina C sono gli agrumi, i kiwi, i pomodori, i broccoli ed i cavolfiori, i pomodori e i peperoni. Purtroppo, la vitamina C è molto sensibile alle condizioni atmosferiche; teme, ad esempio, il calore, la luce, l’umidità. Sicuramente, la cottura ne distrugge più di ¾, a causa del calore ma anche dell’acqua in cui si scioglie. Anche la vitamina C ha i suoi “effetti collaterali”, innanzitutto, può alterare i risultati di una terapia poiché interagisce con determinati farmaci. Ad esempio, solitamente non viene assorbita in presenza di contraccettivi orali, aspirina e barbiturici; in quest’ultimo caso, però, ne potenzia l’effetto, mentre diminuisce l’azione degli anticoagulanti. Va anche detto che un apporto di vitamina C maggiore delle necessità reali può provocare patologie e disturbi proprio come i farmaci. Ad esempio, poiché l’eccesso di vitamina C viene smaltito attraverso le urine, potrebbe dare disturbi alle funzioni renali, nonostante alcuni studi scientifici dimostrano che non incide sulla formazione dei calcoli. Sebbene abbia azione antiossidante, in quantità superiori al limite, la vitamina C potrebbe produrre effetto contrario, cioè avviare il processo di ossidazione. Inoltre, ci sono persone che hanno dei geni che producono nell’organismo un assorbimento maggiore di ferro; in queste persone un’assunzione prolungata e massiccia di vitamina C può essere molto rischiosa.

Per assicurare un buon apporto di vitamina C è quindi necessario consumare frutta e verdura freschissime e crude o poco cotte. La fonte naturale con maggiore quantità di vitamina c è il frutto di Rosa canina, che ne possiede 2250 mg per etto, contro i 50 della arancia. Essa è da sempre l’elemento più pubblicizzato nei prodotti perché è un alleato del sistema immunitario, quindi aiuta il nostro organismo a difenderci dalle malattie e a combattere lo stress. La vitamina C è un elemento essenziale in molte funzioni organiche; essa ha azione antiossidante e combatte i radicali liberi, aiuta denti e gengive a mantenersi sani, aiuta il sistema immunitario a difenderci dalle malattie, facilita l’assorbimento del ferro nell’intestino, forma il collagene per ricostruire i tessuti distrutti, facilita l’utilizzo dei carboidrati nella sintesi di proteine e grassi. Molti credono che la vitamina C curi il raffreddore; in realtà non è propriamente così. L’assunzione di vitamina C durante il raffreddore rinforza il sistema immunitario e l’azione dei globuli bianchi, favorendo così una durata minore del raffreddore ed un veloce recupero. La quantità quotidiana necessaria non è uguale per tutti, bensì varia a seconda dell’età e delle necessità. Infatti, ai bambini fino a 9 anni, ad esempio, bastano circa 40 mg al giorno, che salgono a circa 60 dopo i dieci anni; per le donne in gravidanza il limite consigliato è di 70 mg, mentre se allattano il limite sale a 90 mg. Ci sono, però, alcune categorie ed alcune situazioni che ne richiedono quantità maggiori. Ad esempio, i fumatori abituali hanno bisogno di quasi il 50% in più di vitamina C; questo perché il fumo riduce drasticamente la presenza di questa vitamina in circolo. Anche chi beve alcolici dovrebbe farne una scorta maggiore poiché l’alcol inibisce l’assorbimento della vitamina C. Lo stesso vale per chi è esposto per periodi lunghi allo smog (ad esempio i vigili urbani) perché i gas di scarico contribuiscono ad eliminare la vitamina C attraverso le urine. E poi situazioni quali interventi chirurgici, bruciature, infiammazioni, esercizio fisico, gravidanza ed allattamento sono le situazioni più comuni in cui le riserve di vitamina C posso aiutare il nostro organismo a svolgere al meglio le sue funzioni.

Dott.ssa Monia Zambernardi
Biologa Nutrizionista

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